LE INVASIONI BARBARICHE

 Verso l’anno 1000

Il destino di questi luoghi fu legato a quello di Roma e del suo impero: mano a mano che si avvicina a quel fatidico 476 d.C., anno convenzionale della caduta dell’impero romano d’Occidente, si registra un progressivo decadimento della zona termale, attribuito alle scorrerie di Attila e dei suoi Unni, a fenomeni di bradisismo, a incapacità “gestionale” dell’amministrazione centrale.

Il palazzo, i bagni pubblici e le piscine erano ormai cadenti, danneggiate dal tempo e dalle distruzioni dei barbari, le strade e i giardini abbandonati e incolti.

teodorico

Un importante documento datato 507/511 d.C., (1)è una lettera con la quale il segretario di re Teodorico, Cassiodoro, invita l’architetto padovano Aloisio a prendersi cura delle Terme. Cassiodoro, che sicuramente le aveva visitate, nella lettera esaltava la bellezza e l’entità delle opere e degli edifici termali e deplorava il loro stato di abbandono.cassiodoro

Questo non vuol dire che il luogo fosse diventato deserto, ma che certo non godeva più di quello splendore che aveva conosciuto nei primi secoli dell’impero romano.

Manoscritti e statuti medievali ricordano il luogo e fanno anche preciso riferimento ai bagni: è pensabile quindi che una lenta attività, pallido ricordo dei secoli passati, fosse continuata anche dopo la distruzione di Padova ad opera dei Longobardi nel 601 d.C.

Questo anche perché il restauro voluto da Teodorico doveva aver ben conservato il complesso degli edifici termali

nella lettera ad Aloisio in fatti si legge:

“Se non ti basta il denaro assegnato, scrivi e ne avrai quanto ne vorrai, perché non ci grava spesa alcuna per mantenere tanta amenità… là si trova la cura senza dolore. Dei rimedi senza errori e una salute robusta. I bagni sono il mezzo migliore che si abbia in molti casi. Essi offrono riposo alle genti spossate, rendono loro vigore e ristoro ai visceri affaticati.”

letera di cassiodoro.jpg

 

( III^ capitolo tratto dal libro MONTEGROTTO TERME  –  STORIA E LEGGENDA)

 

1-Lettera di Cassiodoro (senatore romano al servizio di Teodorico) a Aloisio  (architetto padovano) per ordine di Teodorico (imperatore di Roma). “È una bella gloria conservar le opere mirabili dell’antichità; ma è un dovere ristaurare quelle opere utili e deliziose che si hanno frequentemente sotto gli occhi. Io non so dimenticarmi del fonte Abano (Aponum) in cui ho veduto bollir l’acqua fin dal fondo come tra fornaci ardenti, e malgrado le nuvole de’ caldi vapori vi si gode uno spettacolo de’ più piccanti.  Dalla piena bocca scorgano a globi quelle acque con rauco mormorio, si gonfiano sulle labbra, cadono, e scorrono per meati algenti quiete, e sì fervide, che dopo lunghi righi sono tuttavia scottanti. Oh murabile artifizio! Gli ardori della natura son poi temperati dall’arte, la quale rende salubre quello che era mortifero, è fatto dell’industria umana salubre e dilettevole. Giova scoprirne il segreto. Con ragione dicono i filosofi, che gli elementi son connessi fra loro con reciproci legami, e che le cose contrarie si congiungono con maraviglia amistà. Ecco l’acqua in vapori bollenti, che precipitando da’ sassi, giunta ai decorosi edifizj delle Terme, partecipa il suo ardore all’aria, e ricevuta ne’ lavacri divien trattabile, e si fa una delizia, e una blanda medicina contro i diversi mali – Que ideo Aponum greca lingua Beneficialis nominavit antiquitas–  E’ stupendo che la stessa acqua quando prima cade su i sassi e diaforetica, discesa poi sul suolo è pi ùtemperata, e raccolta finalmente nella  Piscina  Neroniana è sì fredda quanto prima era bollente. Quella stessa acqua raccolta finalmente nella piscina Neroniana è sì fredda quanto prima era bollente. Ben a proposito fu quella piscina ornata di pietre rassomiglianti a gemme verdi, affinché l’acqua tranquilla per quel colore vireo comparisse tremola. Ma più stupendo è ancora quel lavacro, dove si ricrean gli uomini, se v’entan donne, vi s’incendino. Casto lavacro! Tu pertanto Aloisio, impiega ogni cura a rinnovar l’antica solidità di quegli edificii, sì nelle terme, che ne’ condotti; sbarazzali di tutti i virgulti, de’ cespugli, delle radici, le quali s’insinuano nelle viscere delle fabbriche, e insensibilmente gonfiandosi more vipereo prolem sibi fecunditate contratia nutriant, unde se compago casura distrumpat le sterminano. Rifà anche il palazzo rovinato, e polisci d’ogni asprezza silvestre lo spazio tra la casa pubblica e il fonte. Tutto deve essere ridente nella terra Antenorea fertile di maraviglie, fra le quali è rimarchevole quella che chi ruba bestie non può spelarle se non le tuffa nelle acque ardenti di que’ monti: Loquitur illic tacita natura dum judicar,   sententiam quodammodo dicit, que perfidiam negratis excludit.- Spendi pure quanto occorre; ti si spedirà tutto il bisognevole. Noi spediamo allegramente per conservar delizie utiliquia non gravamur expendere, ut tanta videamur ruris amæna custodire ”. 
-Cassiodoro scrive a Aloisio per ordine di Teodorico imperatore di Roma-.