BERTA, LA LEGGENDA

E dopo tanta storia un po’ di fantasia

libto berta.jpg

Il romanzo che prende spunto dalla leggenda di Berta che fila, introduce il lettore nella cupa atmosfera del basso Medioevo raccontando la storia della regina Bertha di Savoia, nel tempo che fu teatro delle lotte per le investiture e del conflitto personale tra Enrico IV e papa Gregorio VII, senza trascurare episodi quali l’umiliazione di Canossa, il Sacco di Roma e altri delitti meno noti che invece danno precisi connotati al basso Medioevo.

Il racconto viaggia su tre binari, oltre al filone storico, a quello leggendario, la narrazione è vivacizzata da intermezzi che ne alleggeriscono il peso e riportano il lettore al presente. Due voci narranti, infatti, passeggiando lungo la pista ciclabile dell’anello dei Coli Euganei che da Montegrotto arriva all’Abbazia di Praglia, si raccontano, descrivono il paesaggio, la storia che ha condotto la regina Bertha di Savoia a incontrare Berta la filatrice. Incontro molto commovente e di forte significato che trova la logica conlclusione del gesto che la regina fa nei confronti della povera filatrice: il dono di tanta terra quanta poteva contenere nel filo del rocchetto che Berta le portava in dono per ringraziare della grazia ricevuta.

Da qui si svela l’origine del detto “è finito il tempo in cui Berta filava

La critica dice:
Giuseppe Rando -Università di Messina: Il modello manzoniano del romanzo storico come «componimento misto di storia e invenzione» continua ad essere operativo – felicemente operativo – nella letteratura italiana e non solo. Ne costituisce un limpido attestato -Berta, la leggenda- di Monica Bauletti, dove il racconto di eventi capitali del basso Medioevo trova una inedita canalizzazione narrativa attraverso l’innesto, nel flusso diegetico, di documenti storici e/o epistolari, ma soprattutto attraverso la geniale compresenza e/o alternanza sulla pagina di un presente edonistico, turistico, postmoderno e di un passato feudale, tragico, doloroso, religioso, unificati in una comune prospettiva di agognata felicità.
Il punto di forza del romanzo della Bauletti è costituito proprio dalla singolarissima struttura, in cui trovano un’agevole, insolita convivenza: a) un narratore etero diegetico di primo grado che racconta in terza persona la Fabula iniziale e la Fabula finale; b) un narratore omodiegetico di primo grado (una donna, moglie innamorata); c) un narratore omodiegetico di secondo grado (un uomo, il marito innamorato), che dialoga con la moglie. nel corso di una passeggiata in una amena località dei colli Euganei; d) un narratore eterodiegetico di secondo grado (lo stesso marito che racconta alla moglie, in terza persona, le storie parallele di Berta, popolana vissuta in quei luoghi nel Medioevo, e di Bertha di Savoia, Regina e Imperatrice del Sacro Romano Impero, nell’undicesimo secolo)”

 

Carmelo Aliberti -poeta e critico letterario-“La Bauletti, raro talento di scrittrice nata, arricchita dalle letture dei grandi dell’Ottocento (russi, francesi e inglesi) e dei grandi italiani del Novecento, è dotata di una inedita genialità creativa che riesce a trasformare in racconto anche le “sciabolate luminose sulle placide acque del lago”, con rara resa poetica anche di stilemi e lessemi. L’eccezionale e coinvolgente suo modo di narrare non può essere collocato in correnti culturali codificate, ma riuscendo a commistionare una storia vera e una personale storia d’amore, nato e cresciuto magicamente come un’orchidea nella totale desertificazione del nostro tempo, senza più dei credibili, ma effimeri, indica a chi non conosce la vera sostanza del battito del cuore, e soprattutto ai giovani che rimangono in bilico sull’orlo del burrone, nella vana attesa di una salvifica e calorosa mano.
Cammina con chiarezza e sicurezza sui sentieri obbligati della storia e dei sentimenti contrattuali e quegli inserti dialogici tra emittente apparentemente narratore neutro e ricevente, sussultante di fronte all’arido fluire di tempi e dei sentimenti della voce femminile dialogante, rovescia le rigide regole matrimoniali medievale e intride di moderno sentire del cuore, uscendo, al tempo giusto del racconto, a esprimere sue esigenze affettive lasciandosi risucchiare dalle armoniose voci della bellezza e dolcezza del tramonto”.  

feltrinelli.jpg